Ristrutturazioni edilizie e vantaggi fiscali

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Andrea Pappalardo

In Italia da alcuni anni esiste una norma di natura nazionale (“piano casa”), poi recepita nelle varie Regioni ed adattata alle esigenze locali, che consente interventi edilizi di ampliamento degli edifici (anche in deroga ai piani regolatori sebbene, al riguardo, andrà verificata la legislazione decentrata che può cambiare da Regione a Regione).

Lo scopo è, evidentemente, il rilancio dell’edilizia attraverso incentivi all’ampliamento volumetrico e alla demolizione e ricostruzione degli edifici.

Gli ampliamenti della complessiva volumetria dei fabbricati possono variare dal 20% sino al 40%, a seconda che si effettui una mera ristrutturazione dell’immobile (utilizzando materiali e tecniche costruttive a basso impatto ambientale) oppure un vero e proprio abbattimento e ricostruzione del fabbricato.

Una condizione fondamentale in alcune Regioni, affinché si possa accedere al piano-casa, è la legittimità urbanistica dell’immobile, ovverosia lo stesso non deve essere interessato da abusi edilizi (tuttavia, va rilevato che, nella sua applicazione in alcune Regioni, il piano casa è divenuto anche uno strumento per sanare piccoli abusi).

Tali norme hanno un’efficacia transitoria ed, in molte Regioni, scadono al 31 dicembre 2017 (salvo alcune eccezioni che riguardano Regioni ove le norme hanno carattere stabile ed altre ove ove già sono scadute).

Dunque, qualora si abbia interesse a procedere ad una ristrutturazione edilizia di immobili siti in Italia, può essere vantaggioso sfruttare le norme della legislazione nazionale e regionale, nella finestra temporale ancora eventualmente disponibile.

Da ultimo, va aggiunto, per coloro che avessero un’imposizione fiscale in Italia, che alle ristrutturazioni edilizie sino al 31 dicembre 2017 sono legati anche vantaggi fiscali (sono previste, con valutazioni da fare caso per caso, anche detrazioni sino al 50% dell’importo delle spese sostenute per gli interventi edilizi).